11.07.2020, ore 21:20

Poesie Giampaolo Bellucci presentate nella Sala delle Monache Benedettine

Poesie Giampaolo Bellucci presentate nella Sala delle Monache Benedettine

cenci-bellucciBASTIA UMBRA – E’ stata presentata l’antologia poetica Cantando poesie di Giampaolo Bellucci. L’evento si è svolto sabato 24 ottobre nella Sala delle Monache Benedettine, in via Garibaldi a Bastia Umbra.

L’opera nasce dalla volontà dell’autore di raccogliere le poesie più significative delle sue sillogi già edite e di dedicare tale crestomazia all’amico Silvio Lorenzini, venuto a mancare il 7 ottobre 2014 all’età di cinquantaquattro anni. Silvio è stato costretto a vivere su una sedia a rotelle per quarantotto anni a causa della distrofia muscolare. Il desiderio è quello di ricordarlo attraverso le varie liriche per il suo amore e il suo attaccamento alla vita, e per la sua grande dignità nell’affrontare ogni cosa, inclusa la malattia.

In allegato con l’antologia poetica un DVD in cui a recitare una poesia dedicata a Silvio è Athina Cenci, due volte David di Donatello per la “migliore attrice non protagonista”, nei film Speriamo che sia femmina e Compagni di scuola. Una parte dei proventi derivanti dalla vendita di questo volume saranno devoluti all’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM). Dunque un esempio, un insegnamento per tutti.
[articolo originale BastiaOggi]

 

Articolo - Messaggero

Articolo – Messaggero

Video dedicato ad un mio amico che non c’è più, Athina Cenci alla presentazione

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PERUGIA – Il giorno 14 Aprile 2015, presso la Sala Rossa del comune di Perugia, alle ore 12, si terrà una conferenza stampa, dove si annunceranno l’inizio delle riprese di un video, con una tematica sociale, sulla distrofia muscolare, dedicato ad una persona scomparsa l’anno scorso, a cui ogni anno gli verrà dedicato un premio letterario. Il video prende spunto da una poesia, che uno scrittore e poeta di Bastia, Giampaolo Bellucci, ha dedicato a questo suo amico e in suo ricordo, produrrà il video, che verrà allegato al suo nuovo libro di poesie. La regia è stata affidata al regista teatrale e cinematografico Marco Grisafi e la protagonista sarà, dopo anni di uscita dalle scene per motivi di salute, Athina Cenci, che sarà chiaramente presente alla conferenza.

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Corriere dell’Umbria

La Nazione

 

Articolo GiornaleDell’Umbria – 16 Aprile 2015

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Con una conferenza stampa tenutasi nella Sala Rossa del Comune di Perugia è stato annunciato l’inizio delle riprese di un video sulla distrofia muscolare, dedicato ad una persona scomparsa l’anno scorso, Silvio Lorenzini, a cui ogni anno verrà dedicato un premio letterario. Il video prende spunto da una poesia che lo scrittore e poeta di Bastia, Giampaolo Bellucci, dedicò a questo suo amico e in suo ricordo produrrà il video che verrà poi allegato al suo nuovo libro di poesie. La regia è stata affidata al regista teatrale e cinematografico Marco Grisafi e la protagonista sarà, dopo anni di uscita dalle scene per motivi di salute, Athina Cenci. Le riprese del video partiranno molto presto e una volta finito il montaggio l’opera parteciperà a concorsi e verrà dunque affiancata ad un’antologia poetica di Giampaolo Bellucci. Il ricavato andrà devoluto alla Telethon. Inoltre, come detto, sarà istituito un premio letterario grazie alla Pro loco di Bastia Umbra.

Recensione Novella Torregiani

CARO Gianpaolo, ho letto i tuoi libri e, anche, tutto quello che altri hanno scritto su di te, persone autorevoli, che, subito ,hanno classificato centrando l tua poesia. Io, sinceramente, non saprei piu’ cosa aggiungere…Ecco una nota che potrai aggiungere a quelle che gia’ possiedi

”Mi sono accostata alla poesia di Gianpaolo Bellucci, con curiosita’ ed interesse con cui sempre mi accosto a chi mi chiede di farsi conoscere nell’intimo della propria anima, poiché è sempre interessante sfiorare un altro essere umano che , da anima ad anima, ci affida il proprio tesoro interiore.Cosi’ ho trovato un’anima bambina che gioca con i suoi pensieri talmente semplici nella forma e nella sostanza, come quelli di un bimbo che ha saputo conservare l’originario splendore dell’innocenza, pur essendo ormai adulto ed aver sperimentato le difficolta’ del vivere. Ogni componimento poetico, e’ una ”filastrocca” per adulti, che ha la magia di ricondurci alla nostra infanzia, quando le  emozioni in ”fieri”ci davano sensazioni intense ma indecifrabili ,mentre nella lettura del poeta Bellucci, queste sensazioni sono squarci di coscienza che si ribella a tutto ciò che contrasta il giusto,il bello ed i valori, in genere. La rima che compare spesso qui e là è il ritmo primo ,inte
so come ”primordiale” che ,penso, abbia fatto amare il verso, sin dall’origine. Giustamente queste poesie possono essere il tessuto di una canzone, queste per i giovani, tutte ritmo e parole !Dunque, questi testi possono comparire validamente, opportunamente collocati, nel campo musicale ,come uno dei tanti aspetti della produzione letteraria del nostro tempo. (Novella Torregiani) 26 nov. 2013

Successo umbro al Centro Morante di Roma con il poeta Giampaolo Bellucci

Grande successo per il poeta umbro Giampaolo Bellucci che, nel corso delle celebrazioni del Ventennale del Movimento d’avanguardia artistico e letterario Poeti d’Azione, presso il Centro Culturale Elsa Morante, a Roma, ha presentato presentato il suo libro “Un grappolo di rose appese al  sole” (Cicorivolta Edizioni), con prefazione di Manlio Sgalambro. Nella stessa occasione, anche l’anteprima del CD “La casa dell’anima”, i cui testi sono tratti dai versi di Bellucci. Voce dell’album è il cantante Marco Trionfetti, le musiche sono di Giuliano Panella.
(leggi l’articolo originale)

“La storia di Marco”, il nuovo libro di Giampaolo Bellucci

Articolo del Giornale dell’Umbria, link

Terni, “La storia di Marco” / Un ‘trip’ tra alcol, droga e musica

Il nuovo libro di Giampaolo Bellucci con postfazione di Antonio Carlo Ponti

È uscito il nuovo libro dello scrittore Giampaolo Bellucci “La storia di Marco” per la casa editrice “A&A edizioni”, ambientato nella Terni degli anni ’80. Alcol droga e musica fanno da sfondo alle avventure di Marco, Simone e Sergio che cercano di trovare un equilibrio tra la loro esistenza e la voglia di accostarsi al proibito. (leggi l’articolo originale)

Video intervista

Video intervista

UN DIAGRAMMA IN VERSI PER LE OSCILLAZIONI DELL’ANIMA

Quelle di Giampaolo Bellucci che danno anche il titolo alla sua ultima raccolta, sono appunto “parole” messe in versi, “senza alcuna regola”, immediate, dichiarative, sferzanti e in qualche modo liberatorie e a presa diretta. Consapevole di scrivere “con forza” ogni suo verso, ne traccia lui stesso l’ondulatorio (e pure sussultorio) diagramma nel componimento La mia poesia, una sorta di autobiografia della scrittura che nello stesso tempo è anche scrittura insistentemente autobiografica, nell’intermittenza dell’animo e nelle oscillazioni umorali, siglate dalla ricorrente e quasi compulsivamente reiterata locuzione “a volte”, presente nell’ intera raccolta come formula tematicamente connotativa: “A volte (la mia poesia) è dura e indigesta / A volte è una campana / Che suona a festa / A volte è una calda sottana / Che più non resta / A volte è una cagna bastonata / A volte è un mattino di marzo / dall’erba bagnata…”.  Nella loro centralità, dunque, le parole a double face,  per un verso rispecchiano la cifra intimistica  della personale inquietudine e per l’altro si dispongono  come fendenti  contro le patologie sociali: “…mentre io mi svuoto / e sputo parole / tenue raggio di sole / per tutti gli indifesi / che nella vita / dal sopruso / sono stati offesi / pietre rotolanti / affilate come lame / che dalla bocca dei cantanti / scavano nel letame / e come scrisse e disse / un famoso cantautore / dal diamante non nasce niente / dallo stabbio può nascere un fiore…”.  Anche l’autore ha comunque consuetudine con le “parole in musica”, per i frequenti echi canori e perché, come compositore di testi, collabora con alcuni musicisti, avendo peraltro frequentato il Centro Europeo di Toscolano, fondato e diretto da Mogol. Anzi, molti componimenti di Bellucci si configurano proprio come “poesie-canzoni” (secondo la definizione del prefatore Domenico Adriano), nelle quali, tra sogno, utopia e cruda realtà quotidiana, il poeta dà voce alla sua “lucida follia”. Se però “a volte”, alla ricerca del “centro di gravità / che ancora non c’è”,  confessa di non trovare più “la giusta direzione / come tutti quelli / della mia generazione”,  “altre volte” invece,  con estrema baldanza, si fa “guerriero coraggioso”, esibendo nell’anticonformismo e nella denuncia dei mali del mondo, una sicurezza di tipo predicatorio che fa ritenere giustificato il rischio, riconosciuto pure da Domenico Adriano, di “togliere forza alla poesia”, mentre una maggiore interiore decantazione e la rarefazione delle tonalità espressive potrebbero imprimere alla scrittura un più disteso respiro.

Gianluca Prosperi

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G. Bellucci, Le mie parole, Ardea (Roma), Galassia Arte, 2013

“L’ultimo appuntamento” di Bellucci [PDF]

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La poesia di Giampaolo Bellucci: segno di postmodernità matura

Giampaolo Bellucci, classe 1968, umbro di Foligno, città che, narra una simpatica leggenda metropolitana, è “lu centru de lo munnu”, vive e lavora a Bastia Umbra. Svolge un lavoro semplice e ha pubblicato due libri di poesia. Come studi si è fermato alla scuola media o poco più, ma ha una forte vocazione di poeta e di narratore. Autobiografico soprattutto, perché la palestra della quotidianità, con i suoi alti e bassi, le sue depressioni e i suoi eccessi, le ombre e le luci, è quanto conosce meglio, dunque materia dei sogni e delle speranze, oltre che registrazione del reale e dell’immaginario. A oggi ha all’attivo due romanzi e due raccolte di poesie, ed è su queste che intendo scrivere qualche annotazione. La prima plaquette s’intitola Il treno dei pensieri (Albatros-Il Filo, 2009) e riafferma – a differenza delle prose de  Il buio e la luce che riporta in epigrafe la frase di Marcel Proust: “Tutto ciò che è grande nel mondo lo dobbiamo ai nevrotici” – che non è l’uscita dal libirinto che ti fa capire come senza il buio non si potrebbe apprezzare la luce, è, al contrario,  il canto a gola spiegata, o meglio con i  sensi e l’intelligenza vivi, nella rivolta contro i misfatti della vita associata.

La poesia di Bellucci è davvero sorprendente e sapiente, senza punteggiatura, battagliera e fatta di rime e assonanze interne e aperte, di un lessico variegato e ora colto ora popolare, dove convivono le cose e gli oggetti, il giorno e la notte, il tempo e lo spazio dell’anima. I diseredati e i diversi, i poveri cristi e gli infelici sono il grande, nobile tema della seconda parte della raccolta, “A spasso per il mondo”. E qui, nel timbro realistico, che raggiunge per intensità di rima e di metri la musicalità di parole da immettere in una canzone (non a caso il poeta ha frequentato, sia pure per poco, la scuola che Mogol ha aperto qui in Umbria a Tuscolano), risiede la drammaticità del cantastorie, come ad esempio nella storia “di Maria è un travestito/ Che ha gettato i pantaloni/ Ha indossato le sue convinzioni” e vive “nella falsa moralità/ Di chi solo di giorno l’addita/ E poi di notte ci va/ E di notte ci va”. Oppure in “Operai”, che inizia: “Quando suona la sirena/ Gli operai/ Son pronti a entrare/ Miseri salari/ Per spaccarsi la schiena/ E per una lira/ Son pronti a sudare”. E ancora “Nemo”, struggente  litania che mi ricorda gli indimenticabili amici poeti conterranei Angelo Rossi e Alessandro Merini: “Mi diceva andiamo/ Al lavoro/ Quell’uomo/ Dal cuore d’oro/ Mi parlava sempre/ Di una donna inesistente/ Di un matrimonio/ Imminente/ E io ascoltavo / E fingevo/ Fingevo/ Di credere/ Perché sapevo/ Che era una sua bugia/ Che era un suo sogno/ Che colorava con la fantasia/ E tingeva d’immenso il cielo/ E io l’ascoltavo/ Anche se sapevo/ Che niente era vero/ Ma fingevo/ Fingevo perché capivo/ Che Nemo voleva sentirsi vivo/ Nemo cuore di burro/ Era dolce e fragile/ Ma voleva sembrare di ferro/ Nemo/ Non sapeva che cosa era il male/ Ed era ingenuo come un bambino/ Ma un giorno vidi/ La sua faccia sul giornale/ Che diceva/ Nemo assassino/ Nemo assassino”.

Il secondo libro è Un grappolo di rose appese al sole (Cicorivolta Edizioni, 2011), cui Manlio Sgalambro antepone una rapida e sapida  prefazione che, mentre afferma che “i testi delle canzoni sono poesia di tutti i giorni e quindi non sono poesia”, dando il colpo di grazia a quanti sostengono la loro  poeticità (un testo staccato dalla musica non esiste autonomamente), nel contempo ne loda la fisicità e la cantabilità, augurandosi che essi trovino la voce che gli manca, solo allora dice che si trasformeranno in canzoni e “la promise de bonheur sarà mantenuta”. Le poesie contenute ne Un grappolo… sono quarantasette e tutte hanno quell’andamento diacronico che ne sottende l’anima e il fine ultimo,  una sacralità del realismo e una rarefazione del sentimento, nutrendosi di versi brevi e anaforici, liberi metricamente ma dotati di intima sonorità, che li fa pronti a cercare e a trovare una musica che ne sostenga la centralità. “Questi angeli di fango / Vestiti di noia / Che non hanno più luce / Che non hanno più voglia / Di lasciare andare / Di tornare a volare / In lidi d’azzurro dipinti /Questi uomini vinti / Dall’abnegazione / Di emozioni ed istinti / Travolti dal vortice dei / Venti / Travolti dal male / Dei nostri tempi” è quasi la bandiera del pessimismo del poeta, che dice: “Un giorno mi sento / Cento metri sopra il cielo / Il giorno dopo sprofondo / Nel baratro più nero”, senza immediata speranza ma alla lunga, grazie allo scrivere, robustamente agguerrito. Certo, Bellucci, modesto e ingenuo, anzi candido, di un candore disarmato e disarmante, è poeta per difesa, ma anche all’attacco, come quando s’interroga (con Marziale: “Non scribit cuius carmina nemo legit”, perché scrivere senza lettori) sulla modernità, sulla fertilità, sulla moralità della poesia. Rinviando al prossimo, ai prossimi libri una risposta, delle risposte. Per il momento scrive.

Antonio Carlo Ponti

Articolo Corriere dell’Umbria

articolo corriere dell'umbria storia di marco

Lettera di Massimo Bagliani

Giampaolo, è un grande piacere leggere e rileggere le tue poesie. Nel secondo verso della poesia

“Scrivo perchè” tu dici: “Lo scrivere mi fa star bene”. Ecco, leggere le tue poesie mi fa star bene!

Poesie che arrivano al cuore di ogni lettore, sia quello erudito e appassionato al genere sia quello che per la prima volta legge una poesia. E scopre che i tuoi versi indagano, confortano, non giudicano, aprono la mente, parlano d’amore,

di donne, di diseredati, di solitudine, della diversità ma soprattutto trasmettono emozioni. Le piccole e grandi emozioni di cui è intessuta la vita.

Così di getto trovo straordinarie “Ladro di parole”- “Scrivo perchè”- “Amico Sam” – “Ancora insieme”- “Caldo bagno”- “Tu sei il mio destino”- “Stupida poesia”- “Tutto passa”.

Grazie per per questo regalo.

Ciao.

Massimo Bagliani

TGR UMBRIA – RAI TRE COLOPHON

Colophon, Puntata del 12 marzo 2013.

BASTIA Presentazione del libro di Bellucci

02/02/2013
LA NAZIONE

BASTIA Presentazione del libro di Bellucci

Stasera alle ore 21, nella Libreria Musica & Libri, in via S. Costanzo, in collaborazione con il circolo  culturale “primomaggio” sarà presentato L’ultimo appuntamento, Il segreto di un amore maledetto, ultimo libro del giovane bastiolo Giampaolo Bellucci.

Introdurrà l’incontro Luigino Ciotti, mentre ne parlerà con l’autore il prof. Roberto de Romanis dell’Ateneo di Perugia. Il Maestro Lazzeri eseguirà brani di Villa-Lobos

fonte:Primomaggio

Presentazione del libro: L’ultimo appuntamento, il segreto di un amore maledetto

Bastia Umbra (PG) – Sabato 2 febbraio 2013, alle ore 21.00, presso la Libreria Musica & Libri, in via S. Costanzo 16, il circolo culturale “Primomaggio” in collaborazione con la stessa libreria presenterà l’ultimo libro del giovane bastiolo Giampaolo Bellucci “L’ULTIMO APPUNTAMENTO. Il segreto di un amore maledetto”.

Con l’autore ne parlerà  il Prof. Roberto de Romanis dell’Università  di Perugia

Sandro Lazzeri, chitarra classica eseguirà  brani del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos

Il presidente del circolo culturale “primomaggio” Luigino Ciotti introdurrà  e coordinerà  l’incontro

Giordano Frattini è un uomo felice: lavora in un bar di Perugia e ha una relazione serena con la bellissima Ines. Sembra essersi lasciato alle spalle un passato difficile attraversato dalla violenza.

Fino a quando un evento imprevedibile gli cambia la vita.
Giordano è stato arrestato: l’accusa è omicidio di primo grado. Rayna de Belli, misteriosamente capitata nella sua vita, è stata uccisa. Giordano e Ines hanno occultato il corpo fino a quando il cadavere è riaffiorato urlando la veritÃà.
Come hanno potuto compiere un gesto tanto atroce? Chi era Rayna? Cosa è successo? Sembra un cortocircuito quello che ha portato Giordano in carcere per quindici anni, un controsenso che non riesce a spiegare, neppure di fronte agli occhi pazienti del suo psicologo. Durante le sedute di analisi, però, un puzzle di ossessioni, violenza, desideri e amore, inizia a comporsi fino all’ultimo tassello mancante.
Con una scrittura scorrevole, che procede per immagini, Giampaolo Bellucci costruisce un thriller psicologico che intreccia sogni e incubi, trascinando il lettore, pagina dopo pagina, in un labirinto di inquietudini.

Giampaolo Bellucci di Bastia Umbra ha già  pubblicato Il treno dei pensieri nel 2009, Il buio e la luce nel 2011, Un grappolo di rose appese al sole nel 2011 sempre presentati in città  dal circolo culturale “primomaggio”.

fonte: www.circoloprimomaggio.org

Il Messaggero: L’INCONTRO

30/01/2013
IL MESSAGGERO

L’INCONTRO

Continuano le iniziative da parte del circolo culturale Primomaggio.
sabato prossimo (ore 21) nei locali della libreria “Libri” di Bastia , si terrà la presentazione del libro “L’ultimo appuntamento. Il segreto di un amore maledetto”.
Il libro è scritto da Giampaolo Bellucci.
Oltre all’autore interverranno alla serata Roberto De Romanis(Università di Perugia) e il maestro Sandro Lazzeri che eseguirà brani di Villa-Lobos. Introdurrà la  serata il presidente del circolo culturale Primomaggio, Luigino Ciotti.

L’autore del libro, ambientato a  Perugia, Giampaolo Bellucci, è nato a Foligno nel 1968. Nel 2006 è stato ammesso al corso di perfezionamento per autore di testi al Cet, il Centro Europeo Toscolano fondato e diretto da Mogol.

fonte: Circolo Culturale Primomaggio

Articoli L’ultimo appuntamento

Raccolta di alcuni articoli e recensioni dedicate al libro L’ultimo Appuntamento:

Articolo dal Giornale dell’Umbria (pdf)

Articolo da La Nazione (pdf)

 

Articolo su UmbriaLeft (link esterno)

Articolo su TuttoOggi (link esterno)

Articolo dal Corriere dell’Umbria

Articolo dal Corriere dell'Umbria
Articolo dal Corriere dell’Umbria

Sgalambro presenta il poeta umbro che canta parole: Giampaolo Bellucci

Leggendo la prefazione al nuovo libro di poesie di Giampaolo Bellucci, intitolato “Un grappolo di rose appese al sole”, già si intravede quella che sarà la natura dell’opera che si sta per affrontare. Prefazione per cui si è scomodata addirittura un’istituzione nel campo letterario come Manlio Sgalambro. Difficilmente si potrà meglio descrivere il carattere delle poesie rispetto a quanto fa il noto filosofo e cantautore, il quale inquadra perfettamente l’essenza dei testi, classificandoli per l’insolita lunghezza e l’indefinita metrica come testi ideali di canzoni che potrebbero sposarsi naturalmente alle note di melodie rock o rap.
Aggiungere qualcosa alla descrizione essenziale e precisa del filosofo, che ritorna anche nella quarta di copertina, risulta quantomeno complesso.
Innanzitutto è doveroso inquadrare l’autore del libro. Giampaolo Bellocci è originario di Foligno ma vive da sempre a Bastia Umbra, è autore di poesie, romanzi, racconti, canzoni, aforismi e articoli giornalistici, tutta la produzione è consultabile sul sito www.giampaolobellucci.it. Il suo ultimo libro è appena uscito ed è già acquistabile sul sito della casa editrice ww.cicorivoltaedizioni.com.
Apparentemente il suo stile poetico può risultare ostico, la totale assenza di punteggiatura rende difficile entrare nella sua metrica. Tuttavia se ci si concede un momento di distacco dal mondo circostante, se l’ambiente è silenzioso e si legge ad alta voce, verrà naturale trovare il suono di accompagnamento, il ritmo delle parole e dei silenzi tra di esse.
Si scoprirà come le strofe formate da più parole – mai più di una decina – risultino una sorta di preambolo e come la chiave delle poesie si trovi in quelle strofe composte da una sola, densa parola.
La metrica non è definibile secondo canoni classici, risulta varia e imprevedibile, ma con una sua logica: esemplificativa è la poesia “Come un’onda” la cui metrica alternata, se si inclina il libro in orizzontale e se si osserva il testo nella sua interezza, rende il carattere ondulatorio nella propria ripetizione scostante.
Bellucci, che ama definirsi “ladro di parole” tanto da intitolare così un suo componimento, racconta le sfaccettature della vita quotidiana – dalla cronaca più nera ai semplici piaceri giornalieri come fare un bagno – lasciando comunque sempre filtrare un raggio di speranza.
Da TuttOggi.info
Tag: Manlio Sgalambro

Un grappolo di rose appeso al sole – Copertina

Un grappolo di rose appese al sole

Corciano Festival – Video

Mimmo coletti

Crea quasi in punta di piedi, con riserbo estremo, per instillare nel lettore il silenzio della riflessione segreta, il pensiero che corre, si isola nelle fessure della memoria e richiamato in superficie diventa un cerchio, due, tre, quattro come quando si getta un sassolino nel vetro immoto di uno stagno. Giampaolo parecchio ha da raccontare e lo fa con toni mai altisonanti, mai gridati. Certo ogni esistenza è diversa, increspata da incontri, tumultuosa per eventi, dolce, carezzevole, aspra, difficile. A voltarsi indietro, a scrutare il cammino compiuto (e chi riesce a farlo è già un saggio) si scorgono i passi perduti, il tempo dissolto e ritrovato, le magie di un attimo, il buio, le speranze a braccetto delle illusioni. Ecco, il ritmo che si affaccia nelle liriche, nel suo diario di bordo, ha la cadenza lieve e anche il grido soffocato di un ricordo, di un’emozione, di un palpito, di un petalo sfiorito. Bellucci si lascia trasportare e a suo modo è un incantatore perché esplora l’animo, si proietta nelle costellazioni del privato, detta il senso di una realtà che è insieme utopia. E’ quasi ritroso nella confessione, Giampaolo, non oltrepassa il limite, detta il ritmo del cuore con periodare sciolto, a volta pure annegato nella voluta semplicità. Il che non toglie, anzi tutt’altro, la profondità del sentire, l’armonia spezzata del tempo che fluisce, la follia di un attimo, il punto fermo dell’amore, la musica delle parole strappate dalla pagina e confuse nel vento dell’invenzione. E c’è anche il lato oscuro degli anni, il precipitare nel buio, l’angoscia dell’attimo fuggente. Così si dilatano fino all’estremo gli orizzonti, si tendono in un galoppare di incertezze, di miraggi, di puntute colline del ricordo.
Sono liriche dense su cui devono poggiarsi lo sguardo e la mente. E sostare. Senza fretta, senza passare ad altro prima che l’immagine, la nota sospesa, il fremito del respiro non siano divenuti atto compiuto. Gioia della scrittura anche nel fissare la malattia dell’animo: Bellucci, sincero e forte, presente a se stesso e curioso intellettualmente, vuole spiccare il volo. L’augurio è che presto arrivi nell’azzurro totale.

Il Messaggero, di Nicola Mucci

“Per Giampaolo Bellucci”, di Giorgio Bonomi

Di Giampaolo Bellucci avevamo letto un libro di poesie, belle, piene di realtà e di sentimento, con versi liberi, a volte in rima, senza comunque un disegno preordinato.
Ora lo scrittore ci propone Il buio e la luce (Arduino Sacco Editore, Roma 2011) che ha per sottotitolo “tenebre e spiragli nella depressione”: si tratta di un romanzo breve, che si legge tutto di un fiato, in cui la storia è quella vera dell’autore. Certamente è un’autobiografia ma, allo stesso tempo, è una narrazione che riesce ad innalzarsi dal caso singolo e particolare per farsi, come deve essere l’arte se è tale, universale, cioè interessare e coinvolgere emotivamente i più.
Con una prosa asciutta ed efficacemente essenziale ci narra parte della sua vita: il lavoro da cameriere specializzato, le sue donne, i suoi amori e, poi, la malattia, la depressione. Questa è una malattia, oggigiorno assai diffusa evidentemente per ragioni di tipo sociologico, terribile, perché apparentemente il paziente sta bene o, per lo meno, non fa male a nessuno, però dentro di sé cova e si sviluppa il morbo che può annientare la persona.
Ci vuole una grandissima forza per riconoscere ed avere consapevolezza di quello che si è e che si ha: Bellucci ha dimostrato nella vita reale questa forza ed è uscito dalla malattia, anche se forse non dal malessere di vivere, condizione questa tanto vissuta da molti quanto riportata efficacemente in tanta letteratura, dal romanticismo ad oggi.  Lo scrittore allora ci offre il racconto di questa parte della sua vita, anche come consiglio per chi ne abbia necessità.
Nella lettura, abbiamo seguito lo svolgersi dei fatti narrati con trepidazione, le sue storie personali con le sue compagne, sempre riportate pudicamente e con discrezione, o l’entrata e l’uscita dalla clinica, ed anche l’alternarsi dei suoi lavori, al nord e al centro dell’Italia.
Insomma Il buio e la luce è un bel libro che fa onore allo scrittore e colui che si addentra nella lettura di esso ne esce certamente arricchito di umanità e di solidarietà.                                                                                                                         Giorgio Bonomi

“Buio e la luce”, il nuovo libro del giovane scrittore umbro Giampaolo Bellucci di Terni Magazine

“Buio e la luce”, il nuovo libro del giovane scrittore umbro Giampaolo Bellucci

“Il buio e la luce “l’ultimo lavoro di Giampaolo Bellucci pubblicato da Arduino Sacco Editore, affronta il delicato tema degli stati di alterazione mentale con un racconto dal linguaggio semplice e diretto, dove la cura delle descrizioni del mondo lavorativo e le riflessioni personali sono a tratti intarsiati da immagini poetiche pure, contaminazioni del suo essere sia poeta che autore, con studi al Cet, Centro Europeo di Toscolano di Mogol. Lo scrittore di Bastia Umbra ci accompagna in una spirale di emozioni che si snodano attraverso le esperienze e i sogni di un ragazzo di vent’anni per giungere, negli anni, alla soglia di un inspiegabile conflitto psicologico e alla battaglia contro un nemico subdolo e invisibile, triste protagonista mondano dei nostri tempi: la depressione. Solo la riscoperta di valori come l’amicizia, la famiglia e la fiducia nelle istituzioni mediche, sapranno, lentamente, sconfiggere le paure e riportare il protagonista alla normalità, nuovamente in equilibrio tra “Il buio e la luce”. Giampaolo Bellucci  nasce il 24 Giugno del 1968 a Foligno in provincia  di Perugia. Inizia a scrivere da giovanissimo e cerca di fondere le parole. Alla musica. Nel 1992 si iscrive alla SIAE  nella sezione musica. Come autore di testi letterari. In seguito collaboro con diversi. Artisti realizzando alcune demo. Nel 1998 collabora per un breve. Periodo con il giornale “Reporter”. Nel 2006 viene ammesso e frequenta il CET (Centro Europeo Di Toscolano) università  di Musica e cultura fondata da Mogol. Nel 2009 pubblica una silloge di poesie intitolata “Il treno dei pensieri”  editore  (Albatros il Filo). Dal 2010 collabora come articolista con il giornale”Corriere dell’Umbria.   Attualmente vive e lavora a Bastia Umbra .

Videointervista di Tuttoggi.info

“IL BUIO E LA LUCE”: GIAMPAOLO BELLUCCI PUBBLICA IL SUO 1^ ROMANZO

Recensione Il Buio e la Luce di Luciano Lepri

Recensione il treno dei pensieri del critico d’arte Luciano Lepri